Chiesa di San Lorenzo

  

Chiesa di San Lorenzo a Clibbio

Strano destino quello di Clibbio soggetto nelle faccende civili e naturali a Sabbio, in quelle religiose prima a Vobarno e, da oltre 250 anni, come curazia indipendente retta da un curato-parroco.

Sono note le fatiche di quei di Clibbio fatte per ottenere l'erezione in parrocchia dell'Oratorio di San Lorenzo, modesta cappella sorta nel territorio soggetto a beneficio parrocchiale di Vobarno e ufficiato dal Rettore di Sabbio. I Rettori di Sabbio non nutrirono interessi particolari per questa borgata di poche anime: «...un po' di negligenza, si vede, anche dei Rettori di Sabbio, nell'assistere, mediante qualche sacerdote (e ce n'erano allora) quelle povere anime dislocate: `tanto che anche de recente, alcuni sono morti senza il SS. Viatico, e li fanciulli pericolosissimi sono di morir senza Battesimo'; furono i moventi che indussero `quelli habitanti' a chieder l'erezione della parrocchia» Nei primi anni del '700 gli abitanti di Clibbio manifestarono propositi molto decisi nel domandare alla Serenissima l'indipendenza amministrativa, al vescovo quella religiosa. In una lettera inviata al vescovo di Brescia, il cardinale Angelo Maria Querini, si legge: «Dalla propagation d'alcune famiglie ridotte per l'haver commodo del taglio delle legne ed habitar la foresta, è nato in questi ultimi tempi il Comune di Clibbio». Questa indipendenza dal Comune di Sabbio durerà comunque meno di un secolo, ma in questi cento anni ebbero il tempo di costruire la chiesa. Una lettera inviata al vescovo dal Rettore di Sabbio don Andrea Passera ci illumina in proposito: «Li huomini di Clibbio desiderano fare una Chiesa sufficiente e comoda per il suo popolo, ma non avendo danaro sufficiente da spendere, bisogna che tutti attendano a lavorare, parte a tagliar la legna per far la fornace, parte a portar le pietre et materia bisognosa» Senza perder tempo iniziarono a lavorare e a brigare per avere il possesso dell'Oratorio di San Lorenzo e l'arciprete di Vobarno accettò la proposta. Fino dal 1719 «la Generai Vicinia in seduta per chiedere al Vescovo l'erezione in cura di anime nell'oratorio di S. Lorenzo, porta come argomento che `il Rev.mo Signor Arciprete di Vobarno vedendo accresciute le anime del Comun di Clibbio sino a 90 all'incirca, ha esibito il suo Oratorio di S. Lorenzo mentre che si eregga in cura di anime'. Passeranno però ancora ben 15 anni prima di venire in possesso dell'Oratorio. Solo il 12 luglio 1734 la Ven. Curia spicca il decreto, che concede la permuta» 17 Il 26 luglio 1734 l'arciprete di Vobarno stabiliva i rapporti di indipendenza concedendo a Clibbio il titolo di San Lorenzo «con la casetta et orto alla medesima annessi come anche la pezzetta di terra di tavole 25». In cambio otteneva due «pezze arative, vitate, site nel terreno di Vobarno, di tavole complessive tavole qi». Il parroco di Sabbio presentò lamentele al vescovo, ma bastò un compenso di L. 750 (3 marzo 1740) a sistemare ogni cosa «con obbligo ancora al Comun di Clibbio di contribuire annualmente cadaun anno, in perpetuo, il giorno di Sabato Santo, nel venir a levar l'olio santo, che dovrà essere dato dal Rev.mo Rettore, libbre due di peso sottile di cera bianca lavorata».

Il 3 marzo 1740 nella casa del notaio Bartolomeo Carampelli (a Sabbio), si stese «l'istrumento notarile» che sanciva il distacco di Clibbio dalla parrocchia di Sabbio, con l'erezione della Curazia parrocchiale di San Lorenzo. Autonomia confermata dal vescovo Querini in data 10 aprile 1740. A scanso di equivoci i Consoli del Comune di Clibbio nell'atto di separazione si erano riservati il diritto di nomina e di rimozione del curato parroco. Col trascorrere del tempo alcune posizioni mutarono, gli abitanti di Clibbio preferirono tornare con Sabbio, pur continuando ad esercitare il diritto di elezione del curato (come appare da documenti del 1839). Non vollero tuttavia più contribuire annualmente con le due libbre di cera bianca e, il Rettore di Sabbio, solleverà più volte la questione. Nell'aprile del 1740 don Federici da Carvanno metteva mano al primo registro parrocchiale firmandosi «Federicus de' Federicis, primus curatus-parochus».

La chiesa venne costruita ex novo accanto all'Oratorio (diventato poi sacrestia), benedetta il 28 aprile 1746 dall'arciprete di Vobarno don Zobola, ritenendolo costui un diritto della supremazia vicariale. I Rettori di Sabbio se ne infischiarono della supremazia vicariale e continuarono a voler mettere il naso nelle faccende religiose di Clibbio. Con il passare del tempo i curati-parroci si lamentarono per queste intromissioni; alla fine, ebbero partita vinta. L'assistenza spirituale ai parrocchiani di Clibbio venne assicurata dai parroci o da `Economi Spirituali'. Dal 1740 ad oggi si sono succeduti oltre una ventina di sacerdoti: il parrocchiato più importante, durato ben 53 anni è stato quello di don Francesco Piardi da Pezzaze di Val Trompia. Entrato nella Chiesa di San Lorenzo il 2 agosto 1894, la lasciava nel 1948. Recentemente il Comune di Sabbio gli ha dedicato la piazza principale di Clibbio, modesto regalo per una vita dedicata completamente alla sua Comunità e alla Chiesa di San Lorenzo, martire cristiano fatto bruciare vivo nel 258 d. C. al tempo dell'imperatore Vespasiano.

Parroci o `Economi Spirituali' che hanno esercitato il loro mandato a Clibbio: Federico Federici (1740-1778), Giacinto Cappuccini (1779-1780), Federico Federici (i78o1781), Gian Battista Bianchi (1782-1785), Giacinto Cappuccini (1786-1789), Pietro Giacomini (1790-1791), Pietro Busi (1791-1792), Luigi Merici (1792-1793), Giuseppe Stefani (1797-1798), Giuseppe Stefani (1805-1813), Benedetto Flocchini (1816-1838), Giovan Battista Ligasacchi (1840-1841), Pietro Guerra (1842-1849), Cesare Giacomini (1852-1874), Tommaso Mariani (1874-i88o), Gian Battista Zola (1880-1893), Francesco Piardi (1895-1948), Giuseppe Montini (1948-1955), Vincenzo Smussi (1955-i96o), Igino Leali (1961-1968), Erminio Baruzzi (1969-1981), Giulio Gatteri (1981-1982), Giuliano Franzoni ( dal 1983)

(Tratto da "SABBIO CHIESE" di Luciano Pelizzari)